Con il metaverso il mondo si sdoppierà in reale e virtuale e i modi di fare storytelling si moltiplicheranno e complicheranno. Cosa cambierà per i brand?

Si apre una nuova pagina dello storytelling: il metaverso

Inventare storie e trovare il giusto modo di comunicarle non è solo affare per creativi. Fondare nuovi mondi di pensiero per simulare realtà migliori e raccontarle è un bisogno primordiale dell’uomo che ha da sempre unito persone e popolazioni. Se nel passato questo accadeva intorno a un fuoco o al tavolo di una taverna, oggi lo stesso si verifica sui Media e Social network. Qui possiamo esprimere le nostre piccole storie quotidiane, cercare di calarci in quelle altrui e confrontarci insieme.

La tecnologia, che nelle sue prime manifestazioni era considerata un grande male da guardare con sospetto perchè possibile fautrice di divisioni o conflitti uomo-macchina, oggi è un fondamentale collante per il nostro mondo. Ma il meglio deve ancora venire.
Il meglio lo ha annunciato Mark Zuckerberg facendoci una promessa rivoluzionaria: il metaverso. Ci chiediamo cosa comporterà per il futuro della pubblicità un cambiamento così radicale. Ma ragioniamo insieme.

Metaverso: sogno o realtà?

Meta non è solo il nuovo naming della società del magnate digitale che comprende Facebook, Instagram e Whatsapp, ma è un Facebook 3.0. Un progetto che intende aprire le porte di un universo virtuale a cui chiunque può accedere. Non esisterà più una bacheca o un profilo su cui pubblicare foto, video o pensieri, ma ci saremo davvero noi, rappresentati da un avatar che ci permetterà di muoverci e esprimerci a 360 gradi. Potremo abbattere ilimiti di spazio e tempo, viaggiare virtualmente per incontrare amici e spostare le lancette dell’orologio a nostro piacimento, dilatando i momenti piacevoli e velocizzando quelli più brutti. L’esperienza diventerà, poi, ancora più immersiva e tangibile con l’approdo ai Visori AR, sui quali la Silicon Valley sta conducendo importanti esperimenti.

Certo, direte che esistono già piattaforme di simulazione della vita, soprattutto nell’ambito del Game, come Fortnite, Animal Crossing o The Sims, ma il metaverso si impegnerà a darci molto di più: non solo un’esperienza di gioco e svago ma la vita “vera”. Grazie al metaverso avremo una seconda vita, più leggera, scardinata dalla pesantezza del corpo. La rivoluzione alleggerirà sia noi che il nostro pianeta, laddove gli incontri e gli spostamenti delle nostre skin sostituiranno quelli fisici odierni ancora estremamente inquinanti.

Come cambierà il modo di fare ADV con il metaverso?

Conclusa la filosofia, arriviamo alla parte tecnica. Come influirà lo sdoppiamento del mondo nell’advertising? Porterà davvero benefici alla realtà? O predominerà la legge per cui “tutto ciò che viene creato nel metaverso resta nel metaverso”?

Cominciamo dicendo che la sfida di qualunque pubblicitario è risolvere la distanza che c’è tra il possibile consumatore e il prodotto con cui non ha confidenza. È creare familiarità tra le due parti, rendendole amiche attraverso una condivisione di valori che devono emergere da una storia efficace e arricchente per il target di riferimento. Nel metaverso il limite della distanza pubblico-oggetto verrà abbattuto: attraverso il nostro alter-ego digitale avremo il prodotto di fronte e potremo letteralmente provarlo!

Ciò sarà possibile grazie all’ In-Game Advertising (IGA), in grande sviluppo dopo l’annuncio del metaverso. I brand dovranno elaborare strategie solide per fare product placement negli scenari di gioco: infatti le nostre skin impegnate a vincere premi o sconfiggere nemici potranno essere vestiti in Louis Vuitton muovendosi in un ambiente firmato Ikea. Tutto questo sarà, poi, massimizzato con l’introduzione di visori di realtà aumentata o addirittura di speciali guanti hi-tech in grado di restituire la percezione tattile.

Come i brand si preparano a sbarcare nel metaverso

Molti brand stanno già investendo in questo canale di comunicazione nuovo e futuristico. Gli store virtuali si stanno moltiplicando e rivoluzioneranno l’esperienza di acquisto ordinaria: l’offerta si amplierà dal mondo real a quello digital, potendo fare acquisti per entrambi. Vediamo alcuni esempi:

  • Avrete sentito parlare di Benetton che, per la Milano Fashion Week, nel negozio milanese di Corso Vittorio Emanuele, ha ricreato un ambiente che riflette quello con cui potremo interfacciarci nel metaverso. Ha anticipato la creazione di un filone diretto tra reale e virtuale, rendendo il passaggio di domani più fluido e naturale!

  • Ci sono poi altri brand dall’universo del fashion, come Balenciaga o Nike, che stanno gettando le basi per fondare un rapporto indissolubile con il mondo del game: vestiranno i players con gli abiti delle loro collezioni.
  • Ma le novità più fresche, e frizzanti, arrivano dal mondo del food: Heineken ha lanciato la birra “Heineken Silver” rigorosamente a base di pixel e “tryable” in un birrificio digitale, il “Decentraland”. Lo spot di lancio è davvero bright: una voce doppiata calda e autorevole annuncia un prodotto nuovo, una birra senza calorie, ingredienti nascosti e… senza birra! Il contrasto è subito ironic-friendly!

Bram Westenbrink, il Global Head Heineken Brand, ha affermato: “[…] Il metaverso consente di ritrovarsi in una situazione divertente, immersiva e coinvolgente – ma sappiamo anche che non è certo il posto migliore per assaggiare una birra […]”.

È per questo che crediamo che nel metaverso, il cavallo di battaglia della pubblicità sarà la totale immersività dell’esperienza offerta all’utente.

Le #BrightStories dei brand non saranno più solo raccontate dalle parole o illustrate dalle immagini, si potranno vivere. Saremo noi ad andare “verso la pubblicità” e non la pubblicità a venire da noi.

Come per ogni cambiamento, serve un po’ di #coraggio. Noi abbiamo già un elemento fondamentale per il nostro equipaggiamento: l’ironia.

di Matilde Vitale
#GenZStories